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venerdì 2 settembre 2011

Recensione: "La ragazza gigante della contea di Aberdeen" di Tiffany Baker

Titolo: La ragazza gigante della contea di Aberdeen
Titolo originale: The Little Giant of Aberdeen County
Autore: Tiffany Baker
Editore: Zero91
Pagine: 416
Prezzo: 18.60€
Data d'uscita: 17/03/2011
Quando la madre di Truly Plaice rimase incinta, l’intera cittadina di Aberdeen si riunì per scommettere sul peso del nascituro che era stato capace di deformare così tanto la donna da farle assumere proporzioni epiche. La giovane Truly avrebbe pagato il prezzo della sua enormità. Suo padre la incolpava per la morte della madre avvenuta durante il parto ed era assolutamente mal equipaggiato per crescere la figlia gigante e sua sorella maggiore, nonché suo esatto opposto, Serena Jane, la personificazione della perfezione femminile. Mentre le notevoli dimensioni di Truly la rendono oggetto di curiosità e umiliazioni costanti, la bellezza di Serena Jane si dimostra essere una benedizione e una maledizione allo stesso tempo. Il fatto di essere la più bella ragazza della città la farà infatti diventare l’ossessione di Bob Bob Morgan, il più giovane del clan dei Morgan, dottori di Aberdeen da generazioni. Bob Bob darà il via a una catena di eventi che cambierà il destino dell’intera contea.Crescendo, in età e in larghezza, Truly si troverà sempre più legata al destino di Serena Jane diventando lei stessa uno degli obiettivi dell’intenso interesse di Bob Bob. Scoprendo però il segreto della famiglia Morgan, il libro delle ombre vecchio di secoli, nascosto da Tabitha, prima moglie-strega del dottore, avrà la possibilità di trovare la chiave per il suo unico futuro possibile. Armata dei pericolosi segreti del passato di Aberdeen, Truly affronterà presto decisioni morali in grado di cambiarle la vita. Praticando i suoi rimedi curativi a base di erbe, si sentirà sempre più saldamente legata al cerchio della città, finché non verrà a conoscenza di una rivelazione così enorme da farla apparire minuscola. Truly sarà costretta ad affrontare i propri demoni, ridefinire la pietà e prendere in considerazione la possibilità che l’amore non possa essere ordinato entro certe dimensioni.
Recensione
Essere diverso a volte è una maledizione, a volte aiuta nella vita a non andare oltre la propria situazione, a non sobbarcarsi nuove difficoltà ma a vivere quello che si ha da vivere senza altre sofferenze.
La ragazza gigante della contea di Aberdeen fonda le proprie radici, citando proprio le parole della scrittrice, in un patchwork di anime, in un agglomerato di sedimentazione culturale di natura umana e di generazioni a confronto che vanno sedimentandosi e confluendo in una contea, in un territorio che offre la possibilità di raccontare una storia che ha dello spessore.
Ci troviamo in un mondo contemporaneo, ambientato forse qualche decennio addietro al nostro, ma non troppo lontano dal vissuto quotidiano giornaliero che tutti conosciamo, da quello che siamo abituati a vedere nei primi film americani a colori, in un mondo né troppo arretrato né moderno ma chiuso in se stesso, sulle tradizioni e su ciò che tutti sanno del loro vicino.
Il libro parte inizialmente con qualche perplessità, senza veramente dare l’idea di dove voglia andare a parare, ma lasciando il tempo al lettore di ambientarsi alla narrazione degli eventi, al passato e al presente, per poi procedere per tempo dall’origine della vicenda, dal fulcro della storia. Perché in realtà, questa non è la storia di Truly, anche se è lei la protagonista, anche se è la sua vita che leggiamo e che lei stessa intesse, ma è la storia di come la tradizionalità degli eventi viene scombussolata dalla frenesia della crescita, dal trascorrere del tempo sul tempo. E’ la storia di come un mistero può condizionare parte della propria vita.
Tutto ha inizio quando un uomo si allontana dal proprio dovere patriottico e va in cerca del proprio destino, di un luogo dove dare inizio ad una nuova vita ed identità, portando la modernità e affogando con essa il fantasma delle vecchie conoscenze. La storia parte col primo Robert Morgan che decise, stanziatosi ad Aberdeen, di diventarne il medico d’onore, e che per ottenere tale ruolo si sposò con la cosidetta “strega del villaggio”, la quale ben presto abbandonò la propria arte per soccombere al nuovo dovere di moglie e madre delle generazioni future. Quasi fosse una maledizione, da lei nacque un figlio maschio che prese il nome di suo padre, Robert Morgan, e la sua carriera di medico, e a sua volta suo figlio fece altrettanto, fino a che non si giunse al tempo di Truly.
La gigante Truly, che di favolistico non ha nulla, tranne il nome, nacque in circostanze normali, o quasi, ma accollandosi un destino infausto, fatto di discriminazione e di difficoltà. “Non puoi alterare qualcosa di tanto grande”, questo è ciò che da sempre la accompagna, la grandezza delle sue proporzioni, un' anomalia genetica cui nessuno vuole dare un nome, su cui si vuole scommettere, scherzare pesantemente, e che pochi riescono ad accogliere dentro di se. La sua grandezza non ha nome fino a che non si vuole darne uno.
“Nessuno di noi è nato per durare, ma non per questo dobbiamo ignorare il presente.” Essere quello che si è diventa la forza di Truly, la sua carta vincente per affrontare dolori e nuove sfide. La lotta di una "spugna" che l’accompagna nella ricerca del proprio destino, della propria grandezza interiore. Lei non è un’eroina ma un personaggio inopportuno degli eventi che in qualche modo cerca di vivere il tempo a lei concesso destreggiandosi tra quello che le persone sono, e il modo in cui vogliono apparire. Dopo quasi metà libro si passa ad una narrazione pressante e trascinante, dove il mistero, la tradizionalità, la curiosità, l’incertezza e la possibilità esoteriche, si mescolano e a mano a mano diventano la carta vincente della vicenda.
Con personaggi come Robert Morgan l’ultimo dottore sinistro e crudele, Amelia, l’amica che ha da sempre capito come “le parole sono qualcosa da usare con misura, come la candeggina”, Marcus, la potenzialità della conquista finale affettiva, o Bobbie, la nuova generazione che porta con sé il grande cambiamento, il lettore, e la stessa Truly, passo passo che trova la propria consistenza e solidità con quello che c’è fuori e dentro di se, si trova a che fare con “l’ombra cornuta della morte” che, con l’inganno, muove la vita e lo scorrere degli eventi.
La storia che si ha la possibilità di leggere in questo libro influenza di molto il giudizio finale. Ci si trova al cospetto di qualcosa che assume le proprie fattezze solo una volta raggiunta la sommità degli eventi, e si rimane conquistati da ciò che si può trovare tra le righe della vicenda a mano a mano che ci si avvicina alla fine. Un libro che trova radici nella complessità del genere umano e nel modo più opportuno di affrontare la morte, i misteri che ci si porta nella tomba, per apprezzare la vita di quanti decidono di vivere come un gigante tra le persone. Anche se dentro si è piccoli e fragili come non mai.

Giudizio: ★★★★

lunedì 14 marzo 2011

Anteprima: "La ragazza gigante della contea di Aberdeen" di Tiffany Baker

‎"Alcune persone a questo mondo nascono addirittura più grandi della loro stessa vita e alcune crescono per essere così, ma io so che non si tratta di qualcosa che puoi scegliere. Se lo fosse, io opterei per essere delle dimensioni di una bambola."

Titolo: La ragazza gigante della contea di Aberdeen
Titolo originale: The Little Giant of Aberdeen County 
Autore: Tiffany Baker
Editore: Zero91
Pagine: 416
Prezzo: 18.60€

In uscita il 17 MARZO un romanzo dalla trama "assurdamente" interessante e dal titolo davvero curioso: "La ragazza gigante della contea di Aberdeen".
A metà tra il brutto anatroccolo e una storia burtoniana, il romanzo, abientanto negli anni '50, racconta le vicende degli innumerevoli abitanti di una piccola contea americana, Aberdedd, anche se la protagonista vera e propria è Truly, ragazza gigante dal cuore d'oro. Un pò ippopotamo, un pò strega e un pò Cenerentola, Truly è l'eroina di un romanzo dai toni fiabeschi condito da segreti di famiglia, magia, divertenti avventure e amore ma che è anche un'attenta riflessione sulle diversità e le apparenze.

Trama
Quando la madre di Truly Plaice rimase incinta, l’intera cittadina di Aberdeen si riunì per scommettere sul peso del nascituro che era stato capace di deformare così tanto la donna da farle assumere proporzioni epiche. La giovane Truly avrebbe pagato il prezzo della sua enormità.
Suo padre la incolpava per la morte della madre avvenuta durante il parto ed era assolutamente mal equipaggiato per crescere la figlia gigante e sua sorella maggiore, nonché suo esatto opposto, Serena Jane, la personificazione della perfezione femminile.
Mentre le notevoli dimensioni di Truly la rendono oggetto di curiosità e umiliazioni costanti, la bellezza di Serena Jane si dimostra essere una benedizione e una maledizione allo stesso tempo.
Il fatto di essere la più bella ragazza della città la farà infatti diventare l’ossessione di Bob Bob Morgan, il più giovane del clan dei Morgan, dottori di Aberdeen da generazioni.
Bob Bob darà il via a una catena di eventi che cambierà il destino dell’intera contea.Crescendo, in età e in larghezza, Truly si troverà sempre più legata al destino di Serena Jane diventando lei stessa uno degli obiettivi dell’intenso interesse di Bob Bob.
Scoprendo però il segreto della famiglia Morgan, il libro delle ombre vecchio di secoli, nascosto da Tabitha, prima moglie-strega del dottore, avrà la possibilità di trovare la chiave per il suo unico futuro possibile. Armata dei pericolosi segreti del passato di Aberdeen, Truly affronterà presto decisioni morali in grado di cambiarle la vita. Praticando i suoi rimedi curativi a base di erbe, si sentirà sempre più saldamente legata al cerchio della città, finché non verrà a conoscenza di una rivelazione così enorme da farla apparire minuscola.
Truly sarà costretta ad affrontare i propri demoni, ridefinire la pietà e prendere in considerazione la possibilità che l’amore non possa essere ordinato entro certe dimensioni.

L'autrice
Tiffany Baker vive a Tiburon, in California, con il marito e i tre figli. Questo è il suo primo romanzo.
La ricetta di Tiffany Baker per una vita da scrittrice:
Una manciata di isole: Belvedere, Aquidneck, Balboa, Manhattan, Corsica, Maui, il Regno Unito.
Tre bambini piccoli: due femmine e un maschio, paffuti sulle guance e sulle ginocchia. Testardi ma teneri quando vengono baciati.
Un marito
Una quantità indecente di cioccolato e caffè
Il panorama che dà su una collina erbosa e su un vecchio eucalipto

mercoledì 17 novembre 2010

Recensione: "Il canto della notte" di Camilla Morgan Davis

In un paese pressoché sconosciuto del Piemonte risiede una comunità che apparentemente si occupa del recupero di orfani e ragazzi difficili. Maila è una di loro, ha diciotto anni, si veste di nero, ordina scarpe e libri da Internet e fa esperimenti con erbe, fiori e piante. Non parla volentieri con gli alti, a differenza loro vive con conflitto la sua natura; spesso vorrebbe essere una ragazza normale, ma le è concesso tutto tranne questo. La quiete del paese è interrotta: due grossi lupi aggrediscono un uomo del posto. Da quel momento per Maila tutto cambierà: le apparirà uno strano segno sul petto, incontrerà un ragazzo dal nome misterioso e dovrà salvare la sua gente dall'attacco degli Artigli Rossi, un gruppo di licantropi assetati di odio e carne. Ed eccola Maila, in viaggio fino agli Alti Tatra, accompagnata da Othar, un valoroso guerriero. Riuscirà a portare la testa del capo dei nemici nel regno sotterraneo di Ayta, il luogo di confine fra la vita e la morte, in cui i lupi accompagnano le anime nell'aldilà?

Recensione
La copertina, la trama e quella sorta di inspiegabile attrazione che, a volte capita, prende ognuno di noi alla vista di un libro, tutto aveva contribuito a far nascere in me parecchie aspettative, troppe come al solito. "Il canto dell notte" non è un libro perfetto, anzi, ma grazie a una seconda metà di romanzo e a una fine del tutto inaspettata (o quasi) devo dire che mi ha convinta.
Ma partiamo dall'inizio.
Innanzitutto si parla di licantropi e anche se io non li amo particolarmente sono rimasta affascinata da come l'autrice sia riuscita a renderli. Sono esseri fieri, caparbi, legati tra loro da un legame indissolubile e potente. Vivono in simbiosi con la natura e sono dominati dalla Luna dalla quale traggono forza e vigore. Il loro è un mondo di gerarchie, di corse nel vento, di natura selvaggia e misteriose leggende.
Protagonista della vicenda è Maila, all'apparenza una ragazza come tante ma in realtà una licantropa che, appassionata di musica e libri, tenta in tutti i modi di essere "normale", senza però riuscirci completamente. Ma il destino a volte ha in serbo delle sorprese. Un giorno infatti per caso la giovane incontra una ragazzo, Ren, che, anche se lei non lo sa, è anche lui un licantropo. Tutto sembra perfetto, ma ciò che il destino può darti è capacissimo anche di togliere: Maila è stata designata per un compito che segna la sopravvivenza della sua razza e al contempo la disfatta degli Artigli Rossi, licantropi che, ormai fuori controllo, attaccano gli umani e si cibano della loro carne. E per fare ciò Maila dovra prendere importanti decisioni e soprattutto allontanare Ren dal proprio cuore perchè sulle sue spalle ora grava la vita di molti licantropi e un potere che richiede la sua massima concentrazione e dedizione. Il romanzo percorre un vero e proprio percorso di vita alla scoperta di mondi nuovi, di segreti inconfessabili e di un amore che tenta in tutti modi di non implodere. Tra il freddo paesino piemontese di Almadriade, corse tra boschi innevati e un mondo, Ayta, impregnato di magiche creature, questo libro tira le fila di una storia che se all'inizio può sembrare "già sentita" sa poi stupire in una parte finale con molta azione e una serie di colpi di scena che ti lasciano con un quesito da un milione di dollari: quando si potrà leggere il seguito?
Se da un lato ho quindi apprezzato moltissimo la storia, il finale e le leggende raccontate, dall'altro però non posso esimermi dal dire la mia su come questo libro è scritto. Ammetto di non essere riuscita ad aprezzare in pieno lo stile della Morgan-Davis. La narrazione scorre troppo veloce, chiusa in pochi spazi d'azione tanto che alcune scene si svolgono in un battito di ciglia lasciandoti con l'amaro in bocca per ciò che poteva essere maggiormente esplorato e spiegato. In particolare mi riferisco ai discorsi tra i personaggi, soprattutto quelli tra Maila e Ren, che vengono spesso omessi e fatti solo intendere. Tanto la narrazione è veloce sul fronte dell'azione e degli eventi quanto invece risulta completamente chiusa in descrizioni e richiami alla natura che soffocano la lettura rendendola davvero poco fluida. I personaggi sono descritti bene ma solo per quanto riguarda i principali, tutti gli altri avrebbero meritato una maggiore caratterizzazione, ugualmente per Ayta, il mondo sotterraneo che occupa uno spazio davvero esiguo.
In defitiva un buon romanzo che però, per i miei gusti, non è esente da difetti. Consigliato agli amanti dei licantopi, a chi non ha problemi con i libri che non finiscono e che chiaramente preannunciano un seguito e soprattutto a chi ama le atmosfere magiche della natura e le leggende.

venerdì 29 ottobre 2010

Intervista a Camilla Morgan Davis, autrice di "Il canto della notte" (+ Giveaway)

Ho l'immenso piacere di proporvi un'intervista a Camilla Morgan Davis il cui libro, "Il canto della notte", è uscito proprio ieri uscira in tutte le librerie il 18 NOVEMBRE per la Zero91.
Per leggere i primi 3 capitoli : QUI (un grazie a Laura per segnalazione)
Chi lascerà un commento e compilerà il form sotto potrà partecipare all'estrazione di una copia di "Il canto della notte" gentilmente offerta dalla casa editrice. (il concorso durerà all'incirca 2 settimane, dipende da quando mi arriva il libro)

Intervista

Ciao Camilla, benvenuta nel blog The Book-Lover, è un piacere averti tra noi! Hai voglia di presentarti?
Grazie a te Keira per ospitarmi nel tuo splendido Blog. Per me è un vero piacere.
Sono una ragazza che vive in una piccola città vicino al mare, amo viaggiare e quando non è possibile farlo fisicamente lo faccio con l’immaginazione. Spesso da questi “viaggi” nascono le mie storie. Alcune le faccio riposare in un vecchio baule di legno e raso, altre volte le racconto su carta. Scrivo sempre, scrivere è la mia passione, il mio vizio incorreggibile.

Sei alla tua opera prima. Come ti senti, sei emozionata?
A dir poco emozionata.
Provo una moltitudine di emozioni unite insieme. Attesa, speranza, gioia, paura. Mi sento come una mamma che deve lasciare la mano del suo bimbo affinché possa essere libero di scoprire il mondo e lasciare che il mondo scopra lui. Alcuni saranno gentili, sapranno volergli bene e altri no. Il mio romanzo è una parte di me, proprio come una “creatura” di carne e inchiostro...come un bimbo.

Parlaci del tuo libro, "Il canto della notte". Com'è nata l'idea del romanzo? Quale è stato il processo di scrittura? Come sei riuscita a pubblicare con la Zero91?
“Il canto della notte”è nato da un’immagine; un bosco innevato. Scrutando quella distesa di alberi e neve, immersi nel silenzio, hanno preso forma le prime idee, le prime suggestioni. La trama è venuta da se, come se fosse Maila, la protagonista del romanzo, a bisbigliare nelle mie orecchie quello che avrei dovuto scrivere.
La prima stesura è stata scritta con la pancia, con il cuore, togliendo le briglie a qualsiasi galoppante pensiero. La seconda è stata più pratica. Ho tagliato e ricucito come un’artigiana delle parole.
Dopo questa stesura c’è ne stata una terza in cui ho lavorato a fianco a fianco dell’editor Manuela Pincitore della zero91. Con lei ho scoperto aspetti nuovi di Maila, dei licantropi. Abbiamo visti limiti e cercato di superarli. E’ stato un momento davvero importante, in cui ho appreso moltissimo. La pubblicazione con la Zero91 per me è stata un’importante conquistata. Ho inviato prima una email chiedendo se accettassero in lettura romanzi urban fantasy, visto che non erano presenti in catalogo. Mi hanno risposto di si, così ho inviato il manoscritto e atteso. Dopo qualche mese mi hanno risposto…ed eccoci qua.

Perchè parlare di licantropi e mutaforma? Cosa ti ha attratto dell'argomento? Non hai paura che il questo periodo il genere sia troppo inflazionato?
Ti dirò Keira quando ho iniziato a scrivere questo romanzo, ben quattro anni fa, non c’erano in giro così tanti libri sui licantropi. Si trovavano quasi esclusivamente romanzi sui vampiri. Anche se credo che ogni romanzo sia differente dagli altri.
I licantropi, così come molte altre figure leggendarie o del mito, mi attirano moltissimo. Mi incuriosiscono. Mi attrae la mutazione, essere altro e diventare altro da se, talvolta senza controllo e altre volte padroneggiando una forza senza pari. Ho un’idea del licantropo che ricorda i vecchi sciamani, creature che sono collegate a qualcosa di invisibile che governa la vita di tutti, in contatto con la natura e il mondo dello spirito. Saggi, passionali, imprevedibili, forti.

Ti sei ispirata a qualche libro e/o autore in particolare per scrivere "Il canto della notte"?
Io sono una lettrice vorace. Leggo moltissimo e di tutto, ma per scrivere questo romanzo mi sono ispirata solo all’idea che avevo nella mente.

Non trovi azzardato aver ambientato il tuo romanzo in Italia?
Altroché, sinceramente non ne capisco il motivo, però so che c'è un certo pregiudizio in libri ambientati in Italia da scrittori italiani.
Però sono un’autrice italiana e ho voluto che almeno una parte del libro fosse ambientata in un piccolo paese del Piemonte. Ho scritto “una parte” perché Maila dovrà compiere un viaggio che la porterà fino in Polonia, nella citta di Zakopane sugli Alta Tatra e persino in un mondo sotterraneo.

Quali sono i tuoi autori e libri preferiti?
Ne ho moltissimi. Adoro la poesia narrativa di Francesca Lia Block, Martin Millar con “Ragazze Lupo” è stato impareggiabile. Mi è piaciuto moltissimo “Il porto degli spiriti” e “Lasciami entrare” di John Ajvide Lindqvist. Quasi tutti i libri di Banana Yoshimoto, di Neil Gaiman.
Riguardo alle scrittrici italiani Margaret Mazzantini, i romanzi e i saggi di Orianna Fallacci e le poesie di Alda Merini. Il mondo onirico di Clara Nubile.
Nel panorama non di genere Barbara Baraldi, Paola Boni, Elena P.Melodia, Francesco Dimitri, Lara Manni, e moltissimi altri giovani autori. Temo che l’elenco sarebbe troppo lungo per elencarli tutti.

Stai già lavorando ad un nuovo libro?
Certo che si. Sto lavorando al secondo volume delle avventure di Maila e sono già ad un buon punto della prima stesura.
Parallelamente sto prendendo nota su un’altra possibile storia, a cui sto pensando quasi ogni giorno.

Grazie Camilla per essere stata così gentile. Ti faccio un in bocca al lupo per il tuo libro, ma prima ti voglio rivolgere un'ultima domanda, quella da un milione di dollari: dai a me e ai lettori di questa intervista un buon motivo per leggere il tuo libro!
Grazie a te Keira, sei stata una deliziosa e ottima padrona di casa.
Rispondendo alla tua domanda da un milione di dollari; forse non lo sapete ma per tutte le gentili lettrici che acquisteranno “Il Canto della notte”, una volta giunte a pagina 265 suonerà il campanello di casa e sulla soglia della porta troveranno Jonny Deep che farà compagnia a loro fino a conclusione lettura.
A parte gli scherzi, mi sono emozionata e appassionata molto scrivendo questa storia e mi auguro che i lettori possano percepirlo e vivere le stesse emozioni e passioni che ho provato io e Maila.
Grazie ancora Keira, grazie a tutti.

CONTEST CHIUSO

lunedì 18 ottobre 2010

Anteprima: "Il canto della notte" di Camilla Morgan-Davis


“Il mondo, molto tempo fa, si è diviso nel mondo che gli umani riescono tuttora a vedere e in quello che ha finito nel sottrarsi alla loro vista senza che se ne rendessero conto. Sicuramente tutti gli animali conoscono questo mondo.
Soprattutto i lupi.”

Titolo: Il canto della notte
Autore: Camilla Morgan-Davis
Editore: Zero 91
Pagine: 304
Prezzo: 17.00€

Sarà in tutte librerie il 28 OTTOBRE un romanzo che sta facendo molto parlare di sè su internet. Circa un paio di mesi fa ho ricevuto l'invito su facebook a diventare amica di una misteriosa Camilla Morgan-Davis che nella sua pagina annunciava di lì a poco l'apertura del sito internet dedicato al suo libro di prossima uscita. Devo dire che mi ha suscitato una grandissima curiosità e quando, qualche settimana fa, ho scoperto di quale libro si trattava ammetto di esserne subito rimasta affascinata. Il libro in questione si intitola "Il canto della notte" ed è un urban fantasy ambientato in Piemonte e in Polonia e incentrato sul mondo dei licantropi e dei mutaforma. Ma non solo. E' anche un romanzo che si concentra su temi di attualità come l'inquietudine degli adolescenti, la necessità dell'integrazione, le regole del "branco", la diffidenza e il pregiudizio nutrite nei confronti di chi non ci somiglia.
Il romanzo fa parte di una saga, sicuramente suddivisa in due volumi ma non è detto che i volumi possano essere tre o quattro e con nuovi protagonisti, tutto dipende da come l'autrice farà evolvere la storia.
Nei prossimi giorni pubblicherò un'intervista che la simpatica Camilla mi ha gentilmente concesso.
Inoltre l'autrice sarà presente al Lucca Comics il 30 ottobre (per maggiori info visitate il sito dell'autrice o cliccate QUI)

Trama
È una giornata qualunque.
Il sole è alto nel cielo. Gli umani si svegliano, chi si prepara per andare a scuola o chi al lavoro e fra questi molti credono di essere i soli a dominare la terra. Non molto lontano da loro si muovono altre creature dall’aspetto umano, ma che sanno richiamare su di loro l’anima dei lupi: sono licantropi, muta forma. In un paese pressoché sconosciuto del Piemonte risiede una comunità che apparentemente si occupa del recupero di ragazzi difficili e talvolta orfani. È così, ma i ragazzi, così come gli educatori, sono tutti uomini lupo. Maila è una di loro, ha diciotto anni, si veste di nero, ordina scarpe e libri da Internet e fa esperimenti con erbe, fiori e piante. Non parla volentieri con gli altri, a differenza loro vive con conflitto la sua natura; spesso vorrebbe essere una ragazza normale, ma le è concesso tutto tranne questo. Anche per lei, come per gli umani, la giornata che sta avendo inizio sembra comune, ma non è così.
La quiete del paese è interrotta: due grossi lupi aggrediscono un uomo del posto. Da quel momento per Maila tutto cambierà: le apparirà uno strano segno sul petto, incontrerà un ragazzo dal nome misterioso e dovrà salvare la sua gente dall’attacco degli Artigli Rossi, un gruppo di licantropi assettati di odio e carne. Ed eccola Maila, in viaggio fino agli Alti Tatra, accompagnata da Othar, un valoroso guerriero. Riuscirà a portare la testa del capo dei nemici nel regno sotterraneo di Ayta, il luogo di confine fra la vita e la morte, in cui i lupi accompagnano le anime dei defunti nell’aldilà? 

 
L'autrice
Camilla Morgan-Davis (Sanremo, 1982) allo scoccare della mezzanotte inizia a scrivere seduta alla scrivania, chiusa in un appartamento ricavato da vecchio monastero abbandonato. Di giorno si occupa di scienze sociali e letteratura on line, utilizzando il suo vero nome. Il canto della notte è il suo debutto nella letteratura fantasy.