Autore: Hannah Moskowitz
Editore: Giunti
Collana: Y
Pagine: 288
Prezzo: 14.50€
Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.
Recensione
Solo a pensare a questo libro mi vengono i brividi. E non certo di freddo.
Break-Ossa rotte non è, in assoluto, il mio genere di romanzo preferito e mai lo sarà. Partendo da questa mia semplice considerazione è ovvio che il mio giudizio è stato in gran parte influenzato prima dalla mia reticenza a leggere questo tipo di argomenti e infine, purtroppo, confermato a fine lettura.
Perchè, allora, leggere questo romanzo se già ero partita prevenuta, vi starete chiedendo?Potrei star qui a raccontarvi che ogni tanto fa bene cambiare genere, che è cosa buona e giusta affrontare libri totalmente diversi da quelli letti di solito e via dicendo. Ma non ve lo dico, sarebbe un poco ovvio e, in questo caso, molto ipocrita. La verità è ben altra: il romanzo mi è stato inviato dalla Giunti Y perchè faccio parte del gruppo degli Y Ambassador e in quanto tale sono tenuta a leggere i loro libri e a parlarne il più possibile. E mi spiace davvero dover dire che per la prima volta sono costretta a dare un giudizio negativo a un libro della loro collana in quanto Break-Ossa rotte non mi è piaciuto. Per nulla. Già con Luna e Wintergilrs avevo riscontrato delle difficoltà: temi forti e importanti come la transessualità e l'anoressia sono difficili sia da trattare che da leggere ma avevo trovato in entrambi motivi più che validi per ritenerli, ugualmente, dei buoni romanzi. Con Break questo non è successo. Non ho capito il senso del romanzo, il perchè sia stato scritto e quale messaggio l'autrice era intenzionata a trasmettere perchè qualunque esso fosse a me è proprio sfuggito.
Dopo questa lunga ma doverosa premessa concentriamoci sul libro e sulla sua trama. La faccio breve, anzi brevissima: il protagonista di questa storia, Jonah, è uno stramaledettissimo idiota. Vive in un famiglia di casi umani al limite del paradossale: genitori in perenne litigio, il fratello Jesse è allergico praticamente a tutto quello che mangia (e tocca) e ha una crisi un giorno sì e l'altro pure, il fratellino più piccolo, di pochi mesi, non smette mai di piangere e per mai intendo proprio mai. In questo stato di cose è logico che una persona sana di mente possa dare di matto, ma da qui a fare quello che fa Jonah ce ne corre. Sì perchè lui, come hobby, non gioca a calcio, non colleziona nemmeno francobolli e non cattura farfalle, no lui prende un martello o salta sullo skateboard e si rompe le ossa. Sì, avete capito bene. Senza un logica se non quella, che il nostro eroe si continua a ripetere per autoconvincersi, che rompendosi le ossa queste guariscano più forti. Certo, come no.
Io che sono così attaccata alla vita, ritrovarmi a leggere di un tizio, per di più giovanissimo, che pratica l'autolesionismo è, letteralmente, un pugno in un occhio. L'autrice non è riuscita neanche a rendermi un poco simpatici nè il protagonista nè tutti coloro che interagiscono con lui a partire dal fratello Jesse con cui si viene a creare un sorta di legame ossessivo-morboso che non sono riuscita a capire fino in fondo. Non parliamo poi della amiche di Jonah, in particolare Noemi, folle come lui se non peggio, aiutante del suddetto protagonista nella sua missione di autolesionismo e anche filmatrice ufficiale della sue imprese.
Sulla scrittura non ho niente da dire. La Moskowitz scrive anche bene con uno stile immediato e di sicuro impatto e non scade mai in descrizioni troppo particolareggiate o in dettagli inutilmente crudi. Il problema qui è più che altro la storia raccontata. Un tema come l'autolesionismo adolescenziale è eccessivo e sicuramente un esempio poco educativo per i più giovani, considerato anche che qui parliamo di un libro indirizzato a un pubblico di young adult.
Sarà che io, nei libri, cerco un momento di evasione dalla vita reale e dai problemi di tutti i giorni ma non sono proprio riuscita a farmi piacere un romanzo la cui unica definizione è: angosciante. Non vi dico la rabbia che provato nel leggerlo. Avrei voluto prendere Jonah, dargli dei begli scossoni e fargli capire che la vita è preziosa e non va calpestata in questo modo. Porca miseria!
In definitiva quindi, tenderei a sconsigliarvi questo romanzo, soprattutto se siete facilmente impressionati o amate storie più leggere. A chi invece non ha problemi ad affrontare temi forti allora Break-Ossa rotte potrebbe piacervi.
Giudizio: ★ 1/2
