Titolo: Fiore di ScoziaAutore: Stefania Auci
Editore: Harlequin Mondadori
Collana: Grandi Romanzi Storici
Pagine: 315
Prezzo: 6.00€
Data di uscita: 01/10/2011
Scozia, 1745. Qualunque cosa accada, io ti aspetterò. Con questa promessa Deirdre ha detto addio ad Alexander alla vigilia della rivolta giacobita guidata da Carlo Stuart. La guerra, tuttavia, distrugge insieme ai sogni di indipendenza degli Scozzesi anche le speranze dei due innamorati. Tornato ad Aberdeen, Alexander scopre infatti che Deirdre ha sposato un altro uomo, il lealista Sean, e che ha reciso ogni legame con il passato. Ma è davvero così? Oppure è stata costretta a quelle nozze? Alexander si ritrova ad affrontare un nemico più insidioso di quelli incontrati sul campo di battaglia. E a combattere per la sua vita e per quella della donna che ama.
Recensione
C'era una volta nella verdeggiante terra di Scozia, due giovani nel fiore degli anni, la rossa Deirde e il fiero Alexander che, cresciuti insieme fin dall'infanzia, decisero che era venuto il momento di sposarsi. Prima di coronare il loro sogno d'amore però, la guerra entrò nelle loro vite e Alexander fu costretto a partire in nome di quegli ideali, di quei valori e di quella terra scozzese in cui aveva sempre creduto fermamente. "Tornerò", disse alla bella Deirde, senza sapere che il destino, entità beffarda e imprevedibile, era dietro l'angolo, pronto a sconvolgere la vita dei due giovani innamorati...
Il Fiore di Scozia non è solo una bella fiaba alla "c'era una volta", è anche e soprattutto una potente storia d'amore, di guerra, di solitudine e di ossessioni. Caratteristiche, queste, molto comuni alla maggior parte dei romance (e proprio per questo così apprezzati e letti) eppure l'opera d'esordio della Auci riesce a distinguersi da molti romanzi ugualmente simili, prima di tutto per lo stile. Fiore di Scozia è scritto benissimo, in modo fluido, scorrevole, incalzante,non si dilunga su ciò che non è importate, su svenevoli incontri d'amore o gratuite scene di sesso, e al contempo sa soffermarsi in modo esemplare sulla dimensione storica in cui è ambientato il romanzo e sulla perfetta caratterizzazione umana e sentimentale dei personaggi protagonisti. Si legge, ma allo stesso tempo, si sente su pelle il coraggio
dell'intrepido Alexander, gli ideali ma anche la paura che lo muovono, l'affetto per il padre e il dolce amore che prova per Deirdre. E' proprio quest'ultima però, a detenere il ruolo più importante e difficile dell'intera vicenda: privata prima della speranza di essere ancora felice e poi assoggettata dalle circostanze e da un orribile ricatto, sarà costretta a sposarsi con un uomo privo di scrupoli, il perfido Sean, ossessionato dagli occhi violi e dai capelli rossi della giovane. Il lettore sarà conquistato dalla forza indomita di Deirdre, pungente come un cardo, simbolo della Scozia, ma anche dolce e appassionata come solo una donna innamorata sa essere, pronta a tutto per i suoi affetti, anche a sacrificare se stessa.Fiore di Scozia è un romanzo che piacerà alle amanti del romance e anche a chi non li ama particolarmente grazie a una scrittura fine, poetica, sensuale ma non troppo, in grado di descrive nel modo migliore una Scozia, meravigliosa e terribile, dilaniata da sanguinose lotte intestine e soprattutto un amore contrastato ma appassionato che riuscirà, sono sicura, a entrarvi nel cuore.
Giudizio: ★★★★
Teaser Trailer
Intervista all'autrice
Keira: Ciao Stefania, benvenuta nel mio blog! Ci racconti qualcosa di te?Com'è nata la tua passione per la scrittura?
Stefania: Grazie! per me è un onore e un piacere essere qui, sul serio. Iniziamo dall'ultima domanda.La scrittura. E' nata molto presto, forse con Salgari e il Corsaro Nero. I segni di questa mia insana follia partono dalla quinta elementare e divengono patologia grave tra la scuola media e il liceo. Ormai è una malattia cronica.
Per il resto, posso aggiungere di essere una mamma di due meravigliose pesti, una blogger, una forte lettrice (non potrei vivere senza i libri), una divoratrice compulsiva di cioccolata e di puntate delle serie tv inglesi, specie il Doctor Who e Torchwood. Ah, e adoro il nuoto. E gli Evanescence. E i Muse... e poi basta, giuro, sto zitta!
K: Perchè hai deciso di scrivere un romance dopo un inizio di genere Urban Fantasy?
S: Perché avevo bisogno di una storia... umana, molto umana. L'Urban è e rimane la mia grande passione, è innegabile. Il romance soddisfa la vena più passionale del mio carattere, probabilmente. L'urban è più cerebrale da una parte, più semplice dall'altra. Nel romance, invece, ho il dovere di disciplinarmi nella scrittura, ma posso permettermi di accedere ai magazzini nascosti della memoria e delle sensazioni. Due cose diverse, due stili differenti... ma li amo entrambi.
K: Com'è nata l'idea per il Fiore di Scozia?
S: E' un insieme di stimoli, una sorta di brodo primordiale da cui ha preso avvio un embrione, che poi è divenuto nascituro. Ora siamo al parto. Fuor di metafora, ci sono molti elementi del mio e dell'altrui vissuto in questo romanzo: dai racconti dei miei zii, prigionieri di guerra (uno di loro fu dato per disperso e tornò dopo parecchi mesi dalla fine della guerra), al racconto di una donna che ha atteso invano, per tutta la vita, il marito che partecipò alla tragica campagna di Russia, passando per l'amore assoluto che ho per la Scozia e la sua storia. Si può dire che proprio la Scozia rappresenta l'elemento fondante della vicenda, insieme all'idea della separazione e della crudeltà che accompagna ogni guerra.
K: Parlaci dei tuoi protagonisti, Deirdre e Alexander. Ti sei ispirata a qualcuno per delineare la forza, il coraggio e il carattere dei due giovani?
S: Su Alexander, posso dire che ho preso degli spunti qui e là. Ho imaginato il cambiamento di un giovane che parte pieno di dieali e torna distrutto nel corpo e nell'anima. UN uomo disilluso, che il destino cerca di piegare senza riuscirci. Per Deirdre, invece, posso dire che esiste una persona a me molto cara che ha rappresentato un po' il "modello di base". Ho adattato questa figura alla storia e al contesto, ma lo spirito di fondo rimane uguale: una donna capace di grandi sacrifici per l'uomo che ama.
K: Stai già lavorando a un nuovo romanzo?
S: Mettiamola così: non riesco a stare senza leggere... e senza scrivere. Soddisfatta?!
K: Grazie Stefania per essere stata ospite del blog. Ti faccio un in bocca al lupo per il tuo libro, ma prima ti voglio rivolgere un'ultima domanda, quella da un milione di dollari: dai a me e ai lettori di questa intervista un buon motivo per leggere il tuo libro!
S: Mmh... non vale il fatto che io sia brava a cucinare, vero? Allora, posso darvi questo motivo. C'è una storia in ciascuno di noi. UNa storia, piccola o grande, non importa, ma c'è. A volte si tratta di molte storie, ma in ogni essere umano c'è il bisogno di narrare ciò che si sente dentro. Ecco. Io l'ho fatto pensando "davvero" alla storia di due ragazzi separati dalla vita. Ho sentito la loro ansia, la passione, la gioia e la disperazione, e ho provato a metterli in quelle pagine, a trasmetterli al lettore. Cerco sempre di farlo nei mie lavori, sia che vengano pubblicati o no. L'ho fatto con Hidden, l'ho fatto con il Fiore, lo farò - sempre - nel futuro. Il motivo che vi offro è questo: è una storia scritta con l'anima. E spero che vi piaccia, che possiate sentire il mio amore per la Scozia, per questi ragazzi che diventano adulti. Per la scrittura.
Non potrei fare diversamente: se un giorno mi accorgessi che non metto più l'anima in ciò che scrivo, smetterei perché non riuscirei più a mettere giù una sola riga. La scrittura è un amante esigente e geloso, sentimenti che ricambio in pieno.
Spero che questa passione sia un buon motivo per voi.
E grazie di aver dato spazio ai miei deliri!
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